22 lug , 2010
100 anni Alfa Romeo

Alfa Romeo 8C 2900 B passo lungo, Minichamps, scala 1:18

Alfa Romeo 24hp corsa 1911, Brumm 1/43 e Politoys 1/41
Nei 100 anni della sua storia l’Alfa Romeo ha vissuto periodi di grande incertezza. La Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, da cui l’acronimo ALFA, era nata nel 1910 sulle ceneri di un fallimento, quello della filiale italiana della francese Darraq, coinvolta dalla crisi del 1908.


Alfa Romeo 24hp “Ricotti”, Rio, 1/43

Alfa Romeo P2 1923, Mebetoys, 1/25
Sotto la guida tecnica di Giuseppe Merosi cominciò la produzione di vetture in uno stabilimento situato nella località “Portello” di Milano. La 24 hp del 1911 era nata bene e la sua versione da corsa poco mancò di vincere la Targa Florio, non fosse per uno schizzo di fango che aveva raggiunto gli occhi del pilota…

Alfa Romeo 6c 1750 1929, Rio, 1/43
L’attività si diversificò allo scoppio della 1ª guerra mondiale, quando dal novello stabilimento si misero a uscire generatori, ambulanze e motori d’aereo su licenza Isotta Fraschini. Sul finire del 1915 era avvenuto il passaggio di proprietà delle azioni ALFA dalla Banca di Sconto all’ing.Nicola Romeo di Napoli. Al termine della guerra si rimise mano alla produzione delle automobili che si fregiarono, a partire dal 1919, del nuovo marchio Alfa Romeo, che si distinse nella costruzione di vetture dal tocco sportivo.

Alfa Romeo 1750 Zagato, Polistil, 1/32

Alfa Romeo 8c 2300 1931, Burago, 1/18

Alfa Romeo 500 squadra corse 1934, Exoto, 1/43

Alfa Romeo 8c 2300 1938, Ixo, 1/43
Anche il reparto corse non rimase inattivo e per molto tempo i circuiti furono dominati da indimenticabili duelli fra le Bugatti e le Alfa Rome P2 Grand Prix. La spuntarono queste ultime vincendo il primo campionato del mondo. Su queste P2 spiccava un triangolo bianco con un quadrifoglio verde che divenne il simbolo delle versioni più sportive dell’Alfa Romeo.
Con le 6 cilindri 1750 del 1928, carrozzate da Zagato, iniziò l’epopea delle mitiche gare su strada della Mille Miglia, che continuò dal 1931 con le 8 cilindri 2300, 2600 e poi 2900, vetture di gran classe ma prodotte in numeri piuttosto piccoli per essere remunerative. E’ per questo motivo che negli stessi anni prese l’avvio la produzione di veicoli industriali, che tuttavia non salvò l’Alfa Romeo dalla grande Crisi di quegli anni.
Un marchio divenuto così prestigioso non poteva andare perduto, pertanto nel 1933 fu assorbito dall’I.R.I., l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, di proprietà dello Stato.

Alfa Romeo 6c 2500 torpedo Re Vittorio Emanuele III, Klacson, 1/43
Nel corso della 2ª Guerra Mondiale la produzione di auto rimase circoscritta a pochi veicoli coloniali e qualche vettura nata per esigenze militari, mentre grande impulso ebbero gli autocarri del nuovo tipo a cabina avanzata 430 e 800 presentati proprio alla vigilia delle ostilità.
In campo sportivo la 158 “Alfetta” fu degna concorrente dello strapotere Mercedes e Auto Union sui circuiti a partire dal 1938, e rimase imbattibile anche nel dopoguerra, quando la versione 159 vince il Campionato del Mondo alla guida di Fangio.

Alfa Romeo Alfetta 158, Smer kit, 1/25


Alfa Romeo Disco Volante, Bizarre, 1/43

Alfa Romeo 1900, Mercury, 1/48

Alfa Romeo 140-A Siai Marchetti 1950, Gila, 1/43

Alfa Romeo 1900 sprint, Ventura, 1/16

Alfa Romeo Giulietta Sprint, Miniminiera, 1/18
nel 1950 le 6c 2500 “Freccia d’Oro” eredi delle costose Alfa Romeo d’anteguerra, lasciarono il posto alla berlina 1900, prima berlina dell’Alfa a essere prodotta in serie e dotata di un generoso motore che le assicurava prestazioni brillanti, subito apprezzate dalla clientela sportiva. Nei tempi difficili di quegli anni però anche la 1900 era ancora una vettura d’elite e il Direttore Generale Luraghi studiò una vettura più economica da vendere a un pubblico più vasto, con una cilindrata sui 1300cc. Nasceva da questa idea la Giulietta, presentata nel 1954 in versione Sprint (coupé Bertone) e nel 1955 come berlina a 4 porte.

Alfa Romeo Giulietta Ti Pantera Polizia, Mamone, 1/20

Alfa Romeo Giulietta spider, Ricko, 1/18

Alfa Romeo Giulietta SS Bertone, Politoys, 1/41
La Giulietta ebbe un grande successo e diede origine a molte versioni derivate, affidate a carrozzieri come Pininfarina e Zagato, oltre alle Sprint costruite da Bertone. Non altrettanto successo ebbero le due berline che succedettero alla 1900: la 2000 del 1957 (che a dispetto della sigla continuava a montare il motore della 1900 con qualche cavallo in più) e la 2600, lanciata nel 1962 con un motore a 6 cilindri, che ebbero maggiore successo nelle versioni coupé e cabriolet. Meglio andò alla Dauphine, l’utilitaria francese che Alfa Romeo costruiva su licenza a Pomigliano d’Arco.

Alfa Romeo 2000 berlina 1959, Starline, 1/43

Alfa Romeo Dauphine, Politoys, 1/41

Alfa Romeo 2600, Mebetoys, 1/43

Alfa Romeo 2000 Sprint, Bang, 1/43

Alfa Romeo 2600 Zagato, Politoys M, 1/43
Il 1962 vedeva la presentazione della Giulia 1600, berlina di classe media dalle generose prestazioni sportive, amata dal pubblico e favorita dalle Forze dell’Ordine. La sua produzione proseguì molti anni, anche dopo l’introduzione della berlina 1750, nel 1968, che ne rappresentava una evoluzione tecnica.

Alfa Romeo Giulia 1300, 1600 e 1600 Super, Brekina, 1/87

Alfa Romeo Giulia GTC cabriolet, Grani&Partner, 1/43

Alfa Romeo Duetto 1966, Make Up, 1/43

Alfa Romeo Giulia TZ, Best Model, 1/43


Alfa Romeo 2000, Polistil, 1/55
Nel 1964 terminava la produzione di autocarri pesanti, mentre continuava quella del furgoncino Romeo, nato negli anni ’50 e destinato a una lunga carriera.

Da sinistra Alfa Romeo F12 e Romeo, Polistil, 1/55

Alfa Romeo Montreal, AutoArt, 1/18
Un po’ fori dal coro, nel 1968, apparve la Montreal, coupé sportivo di alta gamma con motore 8 cilindri a V, seguita nel 1971, all’altro capo della gamma, dalla piccola Alfasud, una 1200 di grande abitabilità e buone prestazioni che sfortunatamente ebbe non pochi problemi di ruggine nelle sue prime serie, che nocquero un po’ all’immagine dell’Alfa Romeo, specialmente all’estero.

Gli anni Settanta del secolo scorso si conclusero con la celebre Alfetta, con la sfortunata Alfa 6, rimpianta da pochi, con una nuova 1300/1600 che riprendeva il nome di Giulietta e alla fine, dalla 33 che andava a sostituire l’Alfasud.

Alfa Romeo Alfa 6, Norev, 1/43


Alfa Romeo 33, Polistil serie Export, 1/43

Alfa Romeo Giulietta, Mercury, 1/66
Nel 1984 l’Alfa 90 rappresentò un modello ad interim in attesa della 164, berlina che – tradendo i puristi fedeli alla trazione posteriore – rilanciava nel 1987, con una inedita meccanica “tutto avanti” il marchio milanese, ormai acquisito dalla Fiat. Nel 1985 era stata presentata l’ultima Alfa Romeo ante proprietà Fiat, la 75, sostituta della Giulietta. La 155 che andò a sostituire la 75 nel 1992, soffrì – oltre che per la trazione anteriore – anche di una linea poco aggraziata che stentava a trovare gradimento nel pubblico.

Alfa Romeo 90 Guardia di Finanza, Pego, 1/43

Alfa Romeo 164, Togi, 1/23

Alfa Romeo 33, Burago, 1/43


Alfa Romeo 155, ARS, 1/43
Il rilancio del marchio fu affidato alla 156, che piacque decisamente di più, accompagnata da 145 e 146 per il segmento inferiore e dalle ridisegnate spider e coupé GTS e GTV. Il resto è storia di questi anni: la 166 che sostituiva la 164 non lasciò una grande traccia, ma le Alfa Romeo più recenti, come la 147 rivolta al pubblico più giovane, e la 159 sostituta della 156 ebbero maggiore successo. La recente Mito, sia pure penalizzata da due sole porte e la nuova Giulietta nata per festeggiare i 100 anni della storica Casa sono un punto di partenza per un rinnovato avvenire.

Alfa Romeo 145, ProgettoK, 1/43

Alfa Romeo 156, Giocher, 1/43

Alfa Romeo 166, Majorette, 1/43

Alfa Romeo 156 Sportwagon 4×4, Norev, 1/43

Alfa Romeo GT, Welly, 1/25, 1/36 e 1/72
Parlare di modellini Alfa Romeo vorrebbe dire avere a disposizione uno spazio quasi illimitato, tante sono le riproduzioni in tutte le scale e con tutte le varianti corsaiole che sono state prodotte in tutti questi anni. Per celebrare il marchio ci sarà sufficiente ricordare alcune delle tappe più significative collegandole con una selezione di modelli che ci auguriamo di gradimento dei nostri lettori.

Alfa Romeo 8C competizione, ABC, 1/43

Alfa Romeo Mito, Minichamps, 1/43